Umberto Tundo
Mi presento
Sono Umberto Tundo, guida naturalistico ambientale AIGAE. Ho scelto la laurea in geologia perché ero curioso di conoscere quello che c’è “sotto” e dopo il percorso classico di studi in Italia ho passato alcuni anni in America Latina, prima in Equador con una ricerca sul Cotopaxi, poi in Salvador per lo studio della risorsa geotermica e infine in Venezuela dove ho lavorato come tecnico, per una società Canadese, al fianco dei minatori locali nella ricerca delle vene aurifere in concessioni dentro la foresta tropicale.
Sono perennemente attratto dai viaggi, dalle esplorazioni e della storia locale e ho coltivato negli ultimi decenni l’esperienza di guida didattico-naturalistica con particolare dedizione alle scuole, attività che tutt’ora affianca la libera professione di geologo.
Mi piacciono la buona cucina, le pedalate in tranquillità, le lunghe camminate (il “Camino di Santiago” è uno dei sogni nel cassetto), fotografando il mondo intorno o soffermandomi nei piccoli dettagli naturalistici, in compagnia della famiglia, degli amici ma anche, ogni tanto, da solo.
Le mie specialità? Tour ambientali, vitivinicoli e gastronomici.
Le lingue che conosco? Spagnolo. Inglese.
Alcune delle mie proposte
Bassano e la sua storia durante la Grande Guerra
Tra Asiago, il Grappa e lungo il Piave, si combatté una guerra che cambiò radicalmente il modo di pensare nel fare la guerra e il Mondo intero. Soldati di differente etnie e razze si sono affrontati in campi di battaglia ai limiti dell’estremo e a buon vedere furono le prime tappe di intervento radicale sul territorio inteso anche come impatto paesaggistico-sociale. Strade, ferrovie, industrie sono state create e costruite per uno scopo unico … ma a posteriori sono quelle che hanno creato poi le basi per lo sviluppo industriale italiano.
Il ruolo di Bassano Veneto (così si chiamava) e le tracce della Grande Guerra. Passeggiata a Bassano per rivedere i punti cardine che riportano ancora le testimonianze di quel periodo.Colli Berici – Anello delle Priare
Immaginiamo di osservare da Monte Berico la pianura vicentina tornando indietro nel tempo di 2.000 anni: come appariva la stessa regione in questo passato non molto lontano? Si potrebbe immaginare che fosse era coperta da una fitta foresta, nella quale serpeggiavano i vari fiumi e i loro affluenti. Le sponde dei fiumi erano invase dai salici, ma la foresta era principalmente costituita da grandi querce secolari, che lasciavano filtrare tuttavia luce sufficiente per alimentare un fitto sottobosco.
Ma 20 milioni di anni fa tutta l’area era una grande barriera corallina … i cui resti si vedono ancora oggi.Cima Ortigara
Sull’arida cima una colonna mozza eretta nel 1920: per non dimenticare una immane tragedia che colpì l’Italia durante un importante episodio della Prima Guerra Mondiale. In fondo, al Lozze, sull’alta colonna, la Madonnina volge il suo silenzioso sguardo verso questo disumano luogo di inutile sofferenza.
Era questo il cuneo più a nord della prima linea di arroccamento austroungarica nell’altipiano di Asiago, linea che si estendeva dall’Ortigara, il Colombara, il Zebio, l’Interrotto e la profonda incisione della Val d’Assa, dal luglio 1916 al dicembre 1917, dopo la ritirata dai punti di massima conquista a seguito della Strafexpedition del maggio 1916.
I miei contatti
Abito a:
N. Patentino di abilitazione: VE/120
Chiamami al: 3488745159
Mandami una e-mail: umberto.tundo@virgilio.it
Cercami su: www. animaecologica.eu
