Cilento: Paradiso di mare e di terra e… Dieta Mediterranea
Uno dei mari più belli della nostra Penisola, una striscia d’azzurro tra il Golfo di Salerno e il Golfo di Policastro. È la costa del Cilento che da Punta Licosa a Marina di Castellabate, passando per Acciaroli e Pioppi, arriva a Capo Palinuro.
In quest’angolo di Campania, dopo le vestigia di Paestum, antica città della Magna Grecia, e prima del mitico Capo Palinuro, dal nome dell’audace nocchiero di Enea verso la costa latina, sopravvive un Paradiso di mare e di terra, incastonato tra baie sabbiose e superbe falesie, disegnate dal Mar Tirreno e dal vento che qui ha creato alcuni tra i più disastrosi naufragi dell’antichità.
Qui nel giro di un centinaio di chilometri si passa da coinvolgenti località mondane alla quiete irreale delle cale più nascoste, e poi, incuneati tra i declivi collinari del magnifico Monte Stella, tanti piccoli borghi, ancora autentici, che parlano al visitatore di storie antiche, miti e leggende.
E a proposito di leggende, raccontano i vecchi pescatori che, intorno ai primi Anni Cinquanta, avrebbe soggiornato ad Acciaroli il romanziere americano Ernest Hemingway e che qui avrebbe scritto “Il vecchio e il mare”. Non si sa per quanto tempo si sia fermato ma qualcuno afferma che sia tornato più volte. E sarebbero state le conversazioni quotidiane con un pescatore del posto, “u viecchiu”, ad aver ispirato la figura del vecchio pescatore cubano Santiago. Sarà leggenda, ma che un personaggio così illustre abbia soggiornato ad Acciaroli c’è chi è pronto a giurarlo.
Ma anche un altro americano importante, il professor Ancel Keys, ha scelto questa terra meravigliosa, in particolare il piccolo borgo marinaro di Pioppi, per condurre studi moderni sulla nutrizione. Negli anni ’60 lo studioso volle fermarsi qui, costruì una casa, prese in cura un orto, una vigna e un uliveto, sufficienti per le esigenze della famiglia. Fu così che mise a punto quella che oggi è nota a tutto il mondo come Dieta Mediterranea, ovvero la propensione verso cibi a base di olio di oliva, pesce azzurro, ricca di carboidrati, verdure e legumi.
Non un semplice regime alimentare ma uno stile di vita complessivo, che il centenario ricercatore ha sperimentato soggiornando per quarant’anni a Pioppi. E qui, dove risiedono le basi genetiche dello star bene e della lunga vita, si possono visitare, nel prestigioso Palazzo Vinciprova, l’Ecomuseo della Dieta Mediterranea e il Museo Vivo del mare: un percorso di Piacere, Benessere e Cultura.
Ma torniamo alla Natura di questi luoghi e al Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, istituito nel 1991 e riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco nel 1998. Qui è rappresentato il 30% della biodiversità nazionale, sia dal punto di vista vegetale sia dal punto di vista faunistico. Un mix di natura e cultura, dalla costa tirrenica fino all’Appennino campano-lucano, in provincia di Salerno, che comprende la Certosa di Padula e i siti archeologici di Paestum e Velia.
Un paesaggio vivente in grado di fondere popoli e civiltà, conservando le tracce delle antiche genti mediterranee e della prima colonizzazione greca in Italia.

Questo è il mare del mito, quello di Ulisse che fugge dal canto ammaliante delle Sirene: racconta la leggenda, infatti, che Punta Licosa deve il suo nome alla ninfa Leucosia, che si gettò dalla rupe della costa per non essere riuscita a sedurre Ulisse e i suoi compagni di viaggio. Il suo corpo avrebbe così preso le sembianze di uno scoglio – l’isola di Licosa appunto – staccatosi dalla terraferma 10 mila anni fa e che chiude a sud il golfo di Salerno.
Se giri lo sguardo verso la collina ti ritrovi un paesaggio dipinto da macchie di ginestra, pini d’Aleppo, viti e ulivi secolari. Borghi caratteristici ormai meta di quel turismo alternativo cosiddetto di “charme”, fatto di percorsi culturali di qualità che si snodano tra residenze storiche e bellezze paesaggistiche; piccoli gioielli immersi nel passato. E in qualche museo contadino un antico frantoio del 1500, vecchie macine permettono di ricercare l’identità perduta, di testimoniare oggetti, segni e simboli della cultura popolare e della vita dei campi.
Ma sorvoliamo la costa: spiagge, cale e scogliere frastagliate formano scenografie di un paesaggio per molti tratti ancora primordiale. Quasi quasi è il Paradiso. Nelle sue acque Ulisse navigò legato all’albero di maestra, rifuggendo il canto delle Sirene. Da qui passarono Enea e il suo nocchiero Palinuro, che vi morì. Sono ben 13 le località insignite dalla Bandiera Blu, nel 2019, tra le prime in Italia, in questo tratto di azzurro.
Scorgi Agropoli (Akropolis per i Bizantini), la “Porta del Cilento”, alta sul promontorio, a picco sul mare. Qui la leggenda vuole che sia sbarcato San Pietro. Poco più a sud Castellabate (nella foto), antico borgo medievale che ha mantenuto nel tempo fascino e aspetto marinaro; a seguire Pollica, con i suoi incantati paesaggi sul mare. Ad Acciaroli, due torri difensive sorvegliano una soffice spiaggia di sabbia, dove tra luglio e settembre è un tripudio di gigli marini. A Pioppi, il Museo del mare offre la possibilità di una suggestiva visita alle vasche che riproducono l’affascinante vita del mare, dei pesci e delle piante.Marina di Camerota conserva uno dei paesaggi più selvaggi e affascinanti: un azzurro d’altri tempi, con spiagge affiancate da torri saracene e grotte, molte delle quali raggiungibili solo via mare: Punta degli Infreschi, incastonata tra le rocce, custodisce un’insenatura che è un vero e proprio gioiello.

E si arriva a Palinuro, dove dirupi rocciosi si susseguono l’uno dopo l’altro, con scorci di rara e selvaggia suggestione. Una bellezza maestosa a tratti conturbante, quel promontorio. Pittoresche casette, in stile mediterraneo, poi vecchi ruderi, quindi il Capo (nella foto). Alto un centinaio di metri sul mare, con tante punte, sul quale volteggiano festosi uccelli marini, battuto dai venti, in inverno, ma che conserva gelosamente la Cala del Buon Dormire, che la fantasia popolare vuole sia stata dimora delle Sirene. Soggiornare a Palinuro equivale non solo a vivere in un paesaggio che la rigogliosa vegetazione fa apparire tropicale, ma anche ritrovare miti antichissimi. Chi era infatti il personaggio Palinuro se non il nocchiero della nave di Enea, naufrago proprio su queste rocce? La leggenda la racconta Virgilio nell’Eneide, ma tutti gli anni viene rievocata ne “la notte del mito”, sul finire di agosto.

Dopo il viaggio nella Natura e nel Mito si finisce nella Storia. A Velia (Elea per i Greci) antica città ellenica fondata nel V secolo a.C., un tempo meta di soggiorno molto cara a Cicerone e Orazio. L’area archeologica degli scavi è un pezzo di Magna Grecia che rivive in mezzo ai ruderi, uno scenario suggestivo che si apre tra le bellezze naturalistiche e paesaggistiche da un lato e un mare da favola, quello di Ascea, dall’altra. La Certosa di Padula? Allora, lasciate questa meraviglia e andate a scoprire il silenzio e la grandiosità di una trascorsa potenza. Uno dei complessi monastici più grandi del mondo, il più imponente d’Italia, forse d’Europa, per ricchezza architettonica e maestosità di spazi (nella foto). Fondata nel 1306, aspetta la vostra visita.
di Andrea Di Bella da “Appunti di viaggio”
I NOSTRI CONSIGLI PER LA VISITA
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