Dallo spazio un nuovo modello di business?

L’economia dello spazio è in forte ascesa, si stima che abbia un mercato da 469 miliardi di dollari. Non è più solo materia per scienziati, laboratori scientifici, registi, ma anche le imprese con i loro manager sono entrate in scena.  E quindi? La Space economy è la nuova frontiera da esplorare per il business? Pare di sì, non in Texas, non a Huston ma nel Nordest italiano: tra Veneto e Friuli Venezia Giulia.  Una space valley, tutta italiana.

Si inizia da Sarcedo, provincia di Vicenza, con lo stabilimento di Officina Stellare, si prosegue il percorso che unisce in un’unica vallata montagne, città d’arte, tecnologia, cantine vinicole, capannoni avveniristici. A qualche chilometro da Sarcedo, tra Vicenza e l’Altopiano di Asiago, sorge il Centro di design della Dainese, che studia le tute per gli astronauti che andranno su Marte. Un po’ più in là, verso le montagne, c’è la Forgital, che produce componentistica per l’industria aerospaziale, satelliti, lanciatori, basi orbitanti. Procedendo tra la provincia di Vicenza e Treviso si arriva alla Irca, Zoppas Industries, che produce da 30 anni i riscaldatori (flex heaters) utilizzati nel bilanciamento termico dei satelliti, veicoli spaziali, moduli pressurizzati e antenne di terra.

Secondo l’Ufficio studi di Intesa Sanpaolo, il settore dell’aerospazio nel Triveneto conta 60 unità locali e oltre 1.100 addetti, se si considerano sia i produttori di aeromobili, veicoli spaziali e relativi dispositivi, i player specializzati nelle attività di riparazione e manutenzione degli stessi e gli operatori attivi nel settore delle telecomunicazioni satellitari. 

«Nel Triveneto il settore dell’aerospazio conta, oltre 60 realtà produttive che operano in settori diversi ma che rappresentano importanti fornitori della filiera aerospaziale nazionale, o player specializzati in servizi avanzati che trovano applicazione anche nell’industria dell’aerospazio – dichiara Francesca Nieddu, direttore regionale Veneto Est e Friuli Venezia Giulia Intesa Sanpaolo. Per garantire lo sviluppo di tale competitività dobbiamo sostenere la ricerca e la progettualità delle imprese di questa filiera. A supporto delle risorse previste dal Pnrr, abbiamo messo a disposizione oltre 400 milioni di euro a livello nazionale fino al 2026, di cui 120 destinati alle Pmi con particolare attenzione al settore aerospaziale».

Dati che fanno riflettere perché, per dirlo con le parole dell’astrofisica Simonetta Di Pippo, direttrice dello Space Economy Evolution Lab (See Lab) dell’Università Bocconi, – “l’economia dello spazio sarà il filo conduttore delle economie del futuro”.  Un’economia che può permetterci di valorizzare la vita di tutti noi, non solo quelle di scienziati e imprenditori visionari, generando impatti molto concreti. 


L’astrofisica è convinta che l’industria legata allo spazio ha anche ricadute pratiche in settori che vanno dall’agricoltura alla protezione dell’ambiente, dalla gestione delle risorse naturali ai trasporti e al turismo.  Secondo la Di Pippo almeno due aspetti hanno portato a una crescita così veloce di questo nuovo settore: “Il primo è l’accesso al dato spaziale – che banalmente può essere quello fornito dal programma Copernicus o da quello che ci danno i segnali satellitari dei nostri gps-, il secondo è quello legato alla fruibilità delle tecnologie, grazie alla quale anche un paese emergente e in via di sviluppo può utilizzare un dato spaziale che può aiutare la vita sulla terra”.

“Con lo sviluppo delle tecnologie, il costo si è abbassato, ora lo spazio è più accessibile. Prima gli unici paesi a lanciare dei satelliti erano l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti, mentre oggi sono circa più di 90 e oltre, i paesi che hanno già un satellite in orbita. La fruibilità tecnologica di questa space economy va di pari passo con la democratizzazione dello spazio e che bisognerà regolamentare”.

E ancora l’impatto della space economy potrebbe permetterci di avere un alleato in più nella lotta ai cambiamenti climatici permettendo alla nostra agricoltura di avere dei benefici immediati: “I fenomeni di cambiamento climatico sono più rapidi di quello che si è previsto, con i satelliti si può ottenere un’agricoltura più intelligente in grado di controllare lo stato del suolo, di selezionare il tipo di colture, ridurre il fertilizzante e gli sprechi d’acqua. Tutto questo può avere un impatto enorme e immediato sulle nostre vite”.

a cura di Melania Cammisa
ph. di Paolo Matrisciano