Contesti Turistici
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I prossimi seminari e laboratori ad ottobre e novembre 2015
Promuovere il settore agroalimentare in chiave di proposta enogastronomica
1 ottobre 2015, 9.00 – 18.00 Camera di Commercio di Treviso
Attirare il target giovani con nuove idee di colazione
9 ottobre 2015, 14.00 – 15.00 TTG Incontri – Rimini
Gestire un ristorante. Nozioni base di management
22 novembre 2015, 10.00 alle 11.30
Enogastronomia come leva per il turismo
24 novembre 2015 16.30 – 17.30 Gourmet Expoforum Horeca Food & Beverage – Torino
Nuovi agricoltori
Salgono in montagna, ripopolano borghi disabitati e ricostruiscono il futuro di un territorio. Attraverso la produzione di cibi tipici, di qualità. È un flusso migratorio all’inverso, legato alla valorizzazione dell’agricoltura tradizionale e delle biodiversità. Dagli Appennini alle Alpi, i protagonisti di questa rinascita contadina sono giovani laureati che vogliono investire
nei loro paesi d’origine, manager in fuga dalla logorante vita metropolitana, produttori specializzati che escono dalla massa per abbracciare la nicchia. «Il cibo è un punto di ripartenza, perché elemento di condivisione, che crea immediatamente un senso di comunità», spiega Sonia Chellini, vice-presidente di Slow Food Italia, che ha avviato un progetto specifico, Stati Generali delle Comunità dell’Appennino, per la rinascita sociale ed economica della dorsale italica contro il progressivo abbandono.
E proprio sui monti della Basilicata, il rilancio della canapa per scopi alimentari è diventato l’idea fissa di due giovani lucani di ritorno dalla frenesia di Roma, dove Giuseppe Mancuso studiava economia e Pasquale Polosa faceva il personal trainer. A Oppido Lucano hanno riavviato le coltivazioni e costituito la società Canapa Lucana, per distribuire pasta, olio e farine da semi di canapa. Premiati da Coldiretti con l’Oscar Green, oggi hanno un indotto di quindici aziende agricole e varie realtà di trasformazione. Mentre tra le vette cuneesi si è trasferito un gruppo di dieci amici affascinati da un nobile formaggio, il Castelmagno d’Alpeggio Dop, e conquistati dalla bellezza del borgo di Valliera, in Valle Grana, a 1500 metri di altezza. Quando lo visitarono per la prima volta, otto anni fa, trovarono nelle case le tavole ancora imbandite e i vestiti dei vecchi proprietari, rimasti abbandonati per mezzo secolo. Ora quel gruppo di giovani, dopo aver rilanciato l’allevamento al pascolo, quest’anno produrrà 1500 forme di formaggio con marchio Des Martin, una prelibatezza contesa dagli intenditori. E nella zona sono già arrivati l’agriturismo e un centro per l’essiccazione dell’aglio. La valorizzazione dei salumi ovini, invece, è l’obiettivo della sfida lanciata da Davide Morandi, produttore veneto che ha creduto nel ritorhot no delle greggi sui terreni marginali di pianura e sui pascoli prealpini bellunesi, fino a riuscire, oggi, a commercializzare i propri prodotti anche in Croazia e Svizzera. “La pastorizia”, racconta, “contribuisce a prevenire il dissesto idrogeologico e a dare un futuro a territori privi di turismo”.
Tra i monti dell’Emilia, poi, nel borgo di Faieto di Casina, popolato da tre sole famiglie, le sorelle Silvia e Alessia Tarabelloni sono titolari di La Maestà Bio, una delle quattro aziende protagoniste del rilancio del pecorino dell’Appennino Reggiano, prodotto secondo l’antica ricetta ormai caduta in disuso. “Non ne abbiamo mai quanto ne occorre per soddisfare la domanda”, svela soddisfatta Silvia. Intanto la valle, passata alla storia per l’umiliazione di Canossa inflitta a Enrico IV, torna a vivere grazie alla coltivazione della vite, ai noccioleti e agli allevamenti di lumache. E proprio alla vita di un operaio che non si rassegna all’abbandono del borgo natio in Valle Stura, Piemonte, dove torna per coltivare patate e allevare animali, è dedicato il docufilm “Cronaca di una vita semplice”, di Fabio Gianotti. Interamente recitato in lingua occitana, è stato premiato al Cervino Cinemountain International Film Festival.
TURISMO FRANCESE: Enogastronomia regina del Cluster Turismo e Cultura
di Paola Tournour-Viron
Per il Turismo Francese la parola “cluster” non è arrivata con Expo. Il Cluster Turismo e Cultura di Atout France data infatti al 1992, e riunisce oggi ben 58 organismi impegnati a promuovere il patrimonio culturale francese a livello internazionale, per un totale di circa 150 siti.
Al loro interno l’Enogastronomia gioca un ruolo importantissimo, come è stato ricordato a Torino, in occasione dell’incontro al Circolo della Stampa con gli operatori italiani.
In questa occasione l’Ente per lo sviluppo del turismo dell’Hexagone ha annunciato l’apertura, in programma per il marzo 2016, della nuova Cité des Civilisations du Vin a Bordeaux. Si tratta di una location realizzata da importanti architetti francesi, che offrirà ai visitatori interessanti esperienze polisensoriali, ludiche e tecnologiche, tutte imperniate sul tema del vino. La Cité sta prendendo corpo sulle rive della Garonna, a pochi passi dal centro storico di Bordeaux, capitale mondiale del nettare di Bacco. L’obiettivo è trasformare il nuovo spazio di incontro in una vera e propria icona turistica e territoriale, “come il palazzo dell’Opera di Sydney, o il Guggenheim di Bilbao”, dichiarano apertamente gli ideatori. Raggiungendo in questo modo il duplice scopo di dotarsi di un elemento architettonico modernissimo, fortemente distintivo e peculiare, all’interno del quale celebrare uno dei prodotti più antichi di quella terra, in un perpetuo dialogo tra passato e presente.
In effetti, così come più volte rilevato nelle Ricerche di Mercato condotte da Contesti Turistici, ilprodotto enogastronomico è ormai unanimemente riconosciuto dai turisti come parte determinante del patrimonio territoriale, e per alcune destinazioni rappresenta una vera e propria icona, esattamente come nel caso della città di Bordeaux, il cui nome è indissolubilmente legato – e profondamente radicato nell’immaginario collettivo – a uno dei vini più rinomati a livello planetario.
Il prodotto delle fatiche dei viticoltori aquitani non è stato però il solo a figurare fra le novità annunciate a Torino per il Cluster Turismo e Cultura francese. In quell’occasione si è infatti anche ricordata la grandiosa “Degustazione sotto le stelle” del 18 luglio a Chenonceau, il castello privato più visitato di Francia, secondo solo a Versailles. Un maniero cinquecentesco “al femminile”, voluto da Katherine Briçonnet secondo il modello di un palazzo veneziano, e successivamente arricchito da Diana di Poitiers e dalla regina Caterina de’ Medici, ispirata dal Ponte Vecchio di Firenze. L’evento si terrà nei giardini illuminati, con accompagnamento musicale ispirato ad Arcangelo Corelli, apertura eccezionale della grande Galleria e degustazione supportata dalla qualificata consulenza dei viticoltori cui fa capo Doc Touraine Chenonceaux, nata nell’autunno 2012.
