L’olio protagonista a Torino. “Una Mole di olio” sabato 18 e domenica 19 maggio
Sulla scia del successo della Dieta Mediterranea,dichiarata nel 2010 patrimonio dell’umanità dall’Unesco, negli ultimi anni sono cambiati le abitudini alimentari dei cittadini in molti Paesi, dal Giappone al Brasile, dalla Russia agli Stati Uniti, dalla Gran Bretagna alla Germania.
Una crescita record dei consumi mondiali di olio d’oliva, secondo gli ultimi dati della Coldiretti, pari a 2,95 miliardi di chili, nel 2018. Il dato interessante: il consumo di ben 315 milioni di chili, quasi triplicati (+174%) rispetto a 25 anni fa, degli USA.
Certamente, la maggiore consapevolezza degli effetti positivi sulla salute associati al consumo di olio di oliva e provati da numerosi studi scientifici hanno fatto impennare le richieste da parte di quel segmento di popolazione, che nel mondo è attento alla qualità della propria alimentazione.
In molti sanno che, grazie all’elevato contenuto di acido oleico, protegge cuore e arterie, rallenta l’invecchiamento cerebrale, previene l’arteriosclerosi. Abbassa il livello del colesterolo LCL (il colesterolo “cattivo”), mentre innalza quello HDL (“buono”). E come prescrivono i nutrizionisti, l’olio extra vergine d’oliva è quel prodotto che, sia in cottura che a crudo, viene facilmente digerito dall’organismo perché la sua percentuale di acidi grassi è molto simile a quella del latte materno, alimento perfetto sotto qualsiasi punto di vista. Ma l’olio è anche una delizia per il palato.
Fruttato, amaro o piccante possiede note molto differenti a seconda del luogo d’origine. E in Italia ci sono 600 varietà differenti di ulivi. Un patrimonio ineguagliabile al mondo, rappresentando al meglio la cultura gastronomica italiana.
Una filiera – dati della Coldiretti – che coinvolge nel nostro paese oltre 400 mila aziende agricole specializzate con una produzione localizzata per metà in Puglia e a seguire in Calabria e Sicilia, mentre Campania, Lazio e Toscana rappresentano ciascuna una fetta fra il 4% e il 5% dell’offerta nazionale, anche se aree olivicole si trovano anche in altre parti della penisola come Liguria, Veneto, Umbria, Molise e Lombardia che vanta anche gli uliveti più a nord d’Italia in Valtellina (Sondrio). Numeri sicuramente importanti per la nostra economia.
Anche gli eventi legati all’olio continuano, passo dopo passo, a raccogliere l’entusiasmo non solo del pubblico appassionato, ma anche quello dei consumatori comuni, sempre più curiosi di capirne di più. Con l’obiettivo di valorizzare l’ingrediente più prezioso della nostra tavola, sabato 18 e domenica 19 maggio a Torino si terrà la prima edizione di “Una Mole di Olio”, dalle ore 11.00 alle ore 20.00 – con ingresso libero – presso il Museo del Risorgimento italiano, cornice prestigiosa ricca di fascino e storia, nel cuore del centro torinese.
Un’occasione per degustare e acquistare prodotti, nonché un’opportunità per esplorare gli usi e impieghi dell’olio attraverso l’esperienza sensoriale e la competenza di produttori e addetti ai lavori provenienti da tutta Italia.
Il giornalista enogastronomico Alessandro Felis, direttore artistico, organizzerà una serie di attività durante l’evento:
- Una Mole di Incontri: eventi didattici, degustazioni guidate, momenti di cultura del cibo.
- Extra Mole Ristoranti: i produttori verranno messi in contatto con i ristoranti più rinomati della città per creare menu gourmet dedicati all’olio.
- Una Mole di Degustazioni: durante la settimana che precede la manifestazione saranno calendarizzate degustazioni a tema negli esercizi commerciali selezionati dall’ASCOM di Torino.
La redazione
