Torino, Caffeteca Il Floris: bere il caffè “oltre la tazzina”
Un viaggio nel mondo del caffè con Ignazio Floris di Caffeteca Floris, il primo spazio torinese interamente dedicato alla cultura del caffè, dove ogni tazzina racconta una storia e ogni scelta è guidata dalla consapevolezza.
Lui è Ignazio Floris, di origine sarda, barba lunga, grigia e riccia, cappellino in testa, elegante tuta da lavoro colore del caffè… e tanta voglia di parlare.
Siamo a San Salvario, a Torino, in Via Galliari, quartiere multiculturale, trendy, dove una mescolanza di popolazioni convive tra tradizioni, locali alla moda e sguardi al futuro: parecchi giovani, universitari per lo più, molti stranieri, ma anche famiglie di trenta / quarantenni che lo hanno scelto per viverci.
Il Floris ammira la vetrina della Caffeteca. Credits Andrea Di Bella
Stavolta vi conduco nella “Caffeteca Il Floris”, dove il caffè si degusta “oltre la tazzina”, attraverso racconti, storie, aneddoti, consigli, dal seme alla tazzina. Il caffè che va oltre il semplice gusto, trasformandosi in un viaggio tra storia e passione. Non una semplice bottega di miscele ma il primo spazio torinese interamente dedicato alla cultura del caffè, dove la provenienza del chicco, il lavoro dei coltivatori, il metodo di raccolta, la tostatura e il metodo di estrazione diventano elementi fondamentali per assaggiarne la qualità.
Ma veniamo al progetto che Ignazio Floris ha ideato e realizzato nella sua Caffeteca, una mission semplice e ambiziosa allo stesso tempo: diffondere la cultura del caffè, dal seme alla tazzina. Dall’abitudine al piacere consapevole.
Siete amanti del caffè, bere un buon caffè è per voi il gesto più naturale che si possa compiere per svegliarvi al mattino o per concedervi una pausa di piacere durante la giornata. Ma vi siete mai chiesti come potrebbe cambiare e migliorare questo vostro rituale quotidiano se sapeste cogliere appieno i sapori e gli aromi della tazzina che state sorseggiando?
Come per il vino o la birra, anche il caffè merita luoghi e degustatori specializzati che con la loro esperienza e tecnica, ma anche fantasia e creatività, riescono a mettere a punto miscele prestigiose, fatte su misura, a seconda dei gusti personali dei clienti, e poi degustare il caffè con il metodo di estrazione che utilizzeranno a casa.
Presso la Caffeteca Il Floris, il racconto di Ignazio vi condurrà a scegliere il caffè giusto per il vostro gusto. A partire dall’origine della pianta, Americhe, Africa, Asia, e dalle caratteristiche salienti delle varietà più pregiate, il Floris vi consiglierà anche il tipo di estrazione che dovrete utilizzare a casa, ad infusione, a percolazione, a pressione, al fine di ottenere un risultato unico in termini di sapore, corpo e aroma, permettendovi, così, di trovare il metodo più adatto ai propri gusti.
I caffè della “Caffeteca Il Floris”. Credits Andrea Di Bella
“Il caffè su misura per te” è la filosofia di Ignazio Floris.
E voglio chiudere con qualche curiosità, mettendomi faccia a faccia col Floris, mentre sorseggio i chicchi di tutto il mondo.
Floris, quale è la prerogativa della tua bottega?
“Selezionare più torrefattori che hanno una visione della tostatura del caffè diversa tra di loro e che portano in tazza profumi gusti e flavori, ovvero le percezioni organolettiche di aromi, gusti e corpo, diversi, tali da potere intercettare una clientela più vasta, più esigente. È un modo per avvicinare appassionati o semplici consumatori a diverse tipologie di caffè: c’è chi preferisce l’acidità più accentuata o la maggiore dolcezza se non un bel corpo. A seconda delle esigenze del cliente, del suo racconto, delle sue preferenze, si seleziona la miscela o il monorigine, se vuole si assaggia, lo acquista e lo porta a casa”
Certo che il fatto di avere diversi torrefattori con varie qualità di caffè è un valore aggiunto notevole
“Certo! Io, in questo momento, in bottega, ho 5 torrefattori e una quarantina di qualità di caffè, contrariamente ad altre realtà come la mia. Normalmente esiste un solo torrefattore con 6/7 qualità di caffè”
Sto intuendo che nella scelta del caffè c’è un intrigo psicologico: chi ti sostiene in questa bellissima avventura, esiste qualcuno che gioca un ruolo, un’interferenza significativa nelle tue scelte?
“Si, hai ragione. Il personaggio è mia moglie! È lei che mi guida in questo percorso affascinante, lei è una psicologa. Mi fa capire quale deve essere il giusto approccio con il cliente, quali consigli dare, comprendere giustamente le sue esigenze, aprirsi ad un dialogo costruttivo. Dietro al chicco del caffè si nasconde anche la psicologia; io mi reputo fortunato di averla in casa”
E poi, una cosa che mi sorprende è vedere sulla tua tuta da lavoro la tua faccia, riprodotta in un bottone di metallo. Perché tu e non una tazzina di caffè!
“Devo confessarti che i motivi sono due. Il primo è stato su consiglio della psicologa, mia moglie, che mi ha detto che quella barba un po’ grigia, quel cappello, potevano diventare un’icona, un simbolo, un riferimento per tutti. La tazzina di caffè è inflazionata, ce l’hanno tutti, noi vogliamo essere esclusivi!”
Floris tu sei di origine sarda: cosa vuol dire “essere sardo” in una tazzina di caffè?
“Significa essere determinati, perseveranti, decisi a portare avanti con orgoglio e con tanta passione un progetto in cui credi. Il caffè è anche calore, convivialità, stare insieme. Pensa ad una tavola imbandita, in Sardegna, tra campi di grano e antiche civiltà nuragiche, con prodotti sardi, un bel maialino al forno, il profumo del mirto, del ginepro… il caffè, alla fine, diventa indispensabile, compagno di viaggio che non puoi lasciare indietro. Anche se, devo ammetterlo, la cultura del caffè nella mia terra di origine è ancora un po’ evanescente”
Ti porto ad un estremismo: se pensassi di abbinare quel maialino sardo al forno di cui parlavi a un tuo caffè, penseresti “Mah…Andrea è matto?”
“Assolutamente no! Bisognerebbe fare dei tentativi… ma così, di colpo, andrei su un caffè con un buon corpo, forse non un’estrazione in espresso, ma proprio con un’estrazione in French, e un tipo di caffè con una buona base di Robusta, almeno 50% di Robusta e l’altro 50% Arabica. Un caffè un po’ amaro, senza esagerare. Sarebbe da provare”.
La “Caffeteca Il Floris”. Credits Andrea Di Bella
Il caffè guarda lontano
“Si il caffè guarda lontano… vuole crescere dal punto di vista culturale e guarda al vino come processo di evoluzione commerciale”.
“Ho notato che nella filiera del caffè mancava un attore fondamentale e ho deciso di creare un’enoteca del caffè: “La Caffeteca”. Amo dire ai miei clienti: se volete bere un buon vino, andate in enoteca; se desiderate un buon caffè, recatevi in Caffeteca!”
Un mondo in grande trasformazione, quello del caffè…
Anche il caffè è portato a sognare!
Andrea Di Bella
