A proposito di Procida…

Nel 1981, un secolo fa, ero un giovane studente fuori sede di Economia e Commercio, vivevo in un vecchio palazzo di Napoli, puntellato da travi in ogni dove. Il terremoto aveva dato, in tutti i sensi, un colpo terrificante alla città, che stentava a riprendersi. Ma io andavo avanti, per la mia strada, fatta di studi, progetti e idee per il futuro. Un giovane pieno di speranza e sogni, incurante di quello che lo circondava, vie chiuse, palazzi diroccati, disoccupazione… E mi accorsi, con grande stupore, che ero molto avanti con gli esami e dovevo chiedere l’argomento della mia tesi di laurea a uno dei tanti dipartimenti della facoltà. Un po’ per curiosità, un po’ per sfida mi rivolsi al dipartimento di geografia economica e in particolare alla cattedra del Prof. Formica Carmelo
Ora, il prof non era proprio, come si dice, un tipo loquace, chiacchierone, coinvolgente, ma dalla sua aveva un elemento che lo rendeva appetibile ai miei occhi di giovane futuro economista: era molto conosciuto e rispettato non solo in ambito campano, ma anche in altri lidi. Mi diedi delle priorità.
Primo step: incontrare il prof per capire se avesse intenzione di seguirmi per la stesura della tesi. Superato! Riuscii ad avere facilmente un incontro con il prof. 
Secondo step: concordare con lui l’argomento. Si, ma quale? Dovete sapere che io, sin dal primo vagito, ho respirato “turismo”. Sono nato in un albergo a Casamicciola Terme – Isola d’Ischia, cresciuto in un albergo (l’albergo della mia famiglia), dove ho vissuto, ad eccezione della parentesi universitaria, fino a 24/25 anni. Per cui, turismo per me significa prima di tutto territorio: bellezze naturali, culturali, popolazione, risorse, tradizioni, aneddoti, favole… E mi sembrò naturale proporre al magnifico una tesi che riguardasse il territorio in cui avevo vissuto fino ad allora. Un percorso obbligato, avevo una scarsa esperienza dei territori, non dico di altre parti d’Italia, ma della mia stessa regione.  

La scelta cadde su Procida. Inizialmente perché su altre località, come Ischia, si era già scritto tanto e non mi sembrava il caso di fare un riassunto di quello che avevano scritto altri. Poi mi resi conto che Procida era stata sempre trascurata rispetto alla più rinomata Ischia, era vista come la figlia povera dei Campi Flegrei. Ho sempre avuto una predilezione per i più deboli! 
Subito il prof mi disse: sa in cosa si sta cacciando? Su Procida c’è poco (non dimentichiamo che siamo nel 1981 del secolo scorso), avrà difficoltà a trovare materiale, specialmente di carattere economico. Ma io ero, lo sono ancora, testardo e, cosa che non guasta, volenteroso e umile. Cosa c’entra l’umiltà, c’entra, c’entra. Non mi sono mai risparmiato, ho sempre lavorato duro, ma cosa più importante ho sempre parlato con tutti, consapevole che chiunque, dal pescatore al medico, dal lavapiatti al dirigente possa darti qualcosa.
Ho quindi iniziato la mia nuova avventura rovistando dappertutto, biblioteche, riviste, quotidiani, bancarelle dove trovare vecchi libri e qualche passeggiata a Procida. E qui casca l’asino!

I procidani, come gli ischitani di allora, stiamo parlando di circa 40 anni fa, non erano proprio tra le presone più aperte e disponibili, specialmente con uno studentello che aveva l’ardire di scrivere “sulla nostra isola”, come dicono gli isolani. Il sovranismo di oggi, una quisquiglia.
Chi è questo? Ma cosa vuole? Si vuol fare i fatti nostri? Chissà chi lo manda? Queste le affermazioni più frequenti, domande legittime, ma che inevitabilmente innalzavano un muro. Visto come stavano le cose, non mi restava che fare da solo. Così iniziai a ricercare e mi accorsi, il prof mi aveva avvisato, che scarseggiava il materiale di natura economico. Nessun problema, ero o non ero un giovane speranzoso, volenteroso e sognatore? E allora mi dissi, che la fatica abbia inizio! Così iniziai a scoprire Procida ed inevitabilmente il mondo dei Campi Flegrei.
Negli anni ho ripreso in mano la mia tesi di laurea più e più volte, avrei voluto riscriverla, insomma fare un restyling. L’occasione me l’ha data “Procida, Capitale italiana della cultura 2022”, ho deciso però di non riscriverla ma di presentarla, con i dovuti accorgimenti, così com’è. #L’appuntamento con Procida il mio spazio per raccontare alcune aspetti dell’isola.

Paolo Matrisciano