Andrea Camilleri: addio a un grande Maestro del Novecento
Con più di 20 milioni di copie vendute e traduzioni in oltre 100 lingue, il grande Maestro entra nella storia della letteratura di questo Paese.
Ci ha lasciati Andrea Camilleri, a 93 anni. Uomo curioso, lucido e intelligente, figura di spicco dell’universo culturale nazionale, lascia i suoi racconti dedicati al Commissario Montalbano scritti con quel linguaggio eccezionale che ha affascinato il mondo intero. “Vorrei raccontare storie seduto al centro di una piazza e alla fine del mio ‘cunto’ vorrei passare tra il pubblico con la coppola in mano”, diceva. Addio grande Maestro di vita.
“La forma dell’acqua” e poi ” Il cane di terracotta”, “Il ladro di merendine”… inizia da qui la serie dei romanzi di Andrea Camilleri, incentrata sulle avventure del Commissario Montalbano. Comincia da qui quel linguaggio inventato, affascinante, coinvolgente, quell’opera densa di passione civile, capace di abbracciare il lettore e condurlo piacevolmente sulla strada della ragione.
Si era reso conto, il grande Maestro, che nella lingua italiana non riusciva a esprimere al meglio il proprio pensiero e cominciò quindi a mescolare l’italiano coi tanti dialetti siciliani, ricreando, in questo modo, un’armonia di linguaggio che anche nelle innumerevoli traduzioni riesce ad essere ancora accattivante e coinvolgente.
Addio a uno dei Maestri di letteratura del Novecento, che con le sue opere è riuscito ad affascinare il mondo intero.
Rimarrà per sempre nei nostri cuori Andrea Camilleri. Con lui se n’è andato un personaggio davvero importante della cultura del nostro tempo: con più di 20 milioni di copie vendute e traduzioni in oltre 100 lingue, il grande Maestro entra nella storia della letteratura di questo Paese.
Nato a Porto Empedocle in provincia di Agrigento, era dotato di grande ironia, sempre schietto, manifestando una molteplice personalità: scrittore, regista, sceneggiatore, drammaturgo, autore teatrale. Una figura di spicco dell’universo culturale nazionale.
I primi successi arrivano negli anni ‘90 e la consacrazione con “La forma dell’acqua” del 94, primo libro con protagonista il Commissario Montalbano, il commissario ironico e tenace contornato dalle maschere della sua Sicilia, che parlano dell’uomo, del mondo e dell’eterna lotta tra il bene e il male. Ci lascia un Uomo curioso, lucido e intelligente.
Come Pirandello e Sciascia, ha raccontato la sua Sicilia con le sue bellezze e le sue contraddizioni: dalla terra del Kaos di Pirandello si arriva, in poco tempo, a Porto Empedocle, per una strada che da un lato guarda i meravigliosi tra i Templi di Agrigento e dall’altro il mare, tra distese di ulivi saraceni. Poco lontano Racalmuto il paese di Sciascia. Tutti e tre hanno scelto il romanzo per raccontare la Sicilia contraddittoria, con la sua tragica duplice verità: con la sua sensibilità civile Camilleri ha saputo descrivere situazioni con arguzia, riuscendo a dipingere un popolo diviso tra opposti poteri, lo Stato e la mafia.
Adesso sapremo finalmente la fine che farà Montalbano. Lo aveva annunciato qualche tempo fa lo stesso Camilleri. È il suo editore che custodisce la storia definitiva dell’eroe che ha reso famoso nel mondo lo scrittore siciliano. Montalbano non morirà ma sparirà e non potrà tornare. Questa storia verrà pubblicata solo dopo la morte del suo autore. Ora, dunque, è arrivato il momento, adesso sapremo. Lo scrittore ci rivelerà la fine solo dopo il suo addio alla vita terrena. Ci farà un ultimo regalo, dopo averci appassionato, divertito, emozionato, fatto riflettere con i suoi racconti che hanno narrato la Sicilia rendendola quantomai universale.
“Se potessi, vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio cunto passare tra il pubblico con la coppola in mano” rispondeva a chi gli chiedeva come mai a 93 anni non si fosse ancora deciso ad andare in pensione.
Dalla sua fantastica Vigata a chissà dove, il grande Maestro del Novecento parlerà ad altri, saranno tanti ad ascoltarlo anche stavolta. Quella piazza immaginata e quella coppola in mano avranno un pubblico diverso, tutti abbasseranno la testa, felici di averlo con loro!
A cura di Andrea Di Bella – da LangheRoeroMonferrato.net
