Bologna, la città degli scienziati
Bologna ha ormai acquisito lo statuto di città metropolitana, conosciuta per essere un importantissimo snodo ferroviario e stradale, per via del quartiere fieristico firmato dall’architetto giapponese Kenzo Tange e della sua Università più antica del mondo, l’Alma Mater Studiorum sæcularia nona. Tuttavia, a mio avviso, i classici tre epiteti di città ‘rossa, grassa e dotta’ non rendono appieno giustizia al capoluogo emiliano.
L’Archiginnasio
Esiste un luogo magico e assolutamente unico nel suo genere a pochi passi dalla bellissima Piazza Maggiore: l’Archiginnasio. All’inizio degli anni Sessanta del XVI secolo, per ridare prestigio all’Università bolognese, cui facevano concorrenza le nuove università italiane e straniere, il pontefice Pio IV ne decise una completa riorganizzazione e concentrò in un’unica sede le scuole dei Giuristi (diritto civile e canonico) e degli Artisti (filosofia, medicina, matematiche, scienze fisiche e naturali), fino ad allora ospitate in diversi luoghi della città. L’edificio delle ‘nuove scuole’, o Archiginnasio come venne chiamato impiegando termine classico, venne costruito con grande celerità in un anno e mezzo e fu inaugurato il 21 ottobre 1563. L’architetto bolognese Antonio Morandi, detto il Terribilia, creò una facciata su due piani con portico, che rispecchia anche nei materiali (il cotto e l’arenaria) il carattere tipico dell’architettura locale. Poiché dei Giuristi si parla già a sufficienza di fronte al Palazzo dei Notari e alle celebri arche dei glossatori, mi soffermerò sui ‘cosiddetti’ Artisti, vale a dire i medici e gli scienziati bolognesi, conosciuti e studiati in mezzo mondo ancora oggi.
Gaspare Tagliacozzi
Il busto di Gaspare Tagliacozzi (1545-1599), per esempio, si osserva all’ingresso dell’Archiginnasio vicino a quello del rinnovatore della città, San Carlo Borromeo. Antesignano della chirurgia plastica e ricostruttiva, era riuscito con gli anni a mettere a punto un’efficace tecnica per rimettere la carne del braccio ai nasi, alle labbra e alle orecchie consumate dai cancri o mutilati dalle prime armi da fuoco. Descrisse dettagliatamente il suo metodo nel trattato De curtorum chirurgia per insitionem (Chirurgia delle mutilazioni per mezzo di innesti), pubblicato a Venezia nel 1597. Nella sala del teatro anatomico al primo piano è presente la sua statua, in legno d’abete finemente intagliato, che lo raffigura con un naso in mano e che, assieme a quelle di altri undici illustri medici, circonda il tavolo di dissezione dei cadaveri.
Ulisse Aldrovandi
Accanto all’ingresso dello stesso ambiente, troviamo il nome di un naturalista, botanico ed entomologo bolognese che, a detta di Linneo, è da considerarsi il fondatore della storia naturale moderna: Ulisse Aldrovandi (1522-1605). Professore all’università, si cimentò nella straordinaria impresa di catalogazione della realtà naturale –vista dal vivo o immaginata – attraverso migliaia di illustrazioni che raffigurano i protagonisti dei tre regni della natura (rocce, piante e animali) e che ora sono visibili nei 13 volumi della sua Storia Naturale conservati al Museo di Palazzo Poggi. All’interno del cortile, ogni anno a maggio, veniva preparata la celebre teriaca, un farmaco ottenuto dalla combinazione di oltre cinquanta elementi che, fin dai tempi di Ippocrate, fungeva da panacea contro tutti mali e in particolare contro il morso degli animali selvatici e velenosi. Nelle aule dell’ateneo bolognese, si formò anche il medico, anatomista e fisiologo
Marcello Malpighi
Marcello Malpighi (1628-1694). Viene considerato il padre dell’anatomia microscopica, dell’istologia, della fisiologia e della medicina pratica e a lui è dedicata la piazza che si trova presso il complesso gotico di San Francesco. Ancora oggi l’unità di base preposta alla filtrazione dell’urina all’interno del rene è detta corpuscolo renale di Malpighi.
Luigi Galvani
Uscendo dal quadrilatero arricchito degli stemmi delle famiglie dei più facoltosi frequentatori dell’università bolognese, è impossibile non notare la statua di Luigi Galvani (1737-1789), posizionata al centro della piazza omonima. Fisiologo, fisico e anatomista è oggi ricordato come lo scopritore dell’elettricità biologica e di alcune sue applicazioni, come la cella elettrochimica, il galvanometro e la galvanizzazione, che da lui prendono il nome e che restano tali in tutte le lingue del mondo. Tuttavia, la scienza ‘made in Bologna’ non si limita alla medicina e alle scienze naturali, ma sconfina nell’astronomia, nella tecnica e nella meccanica.
Giovanni Domenico Cassini
È così il caso di citare Giovanni Domenico Cassini, nato a Bologna nel 1625 ma morto a Parigi nel 1712, in qualità di direttore dell’Osservatorio della capitale francese. Matematico, ingegnere, medico e biologo, lavorò principalmente come astronomo presso l’Osservatorio di Panzano, presso Castelfranco Emilia, dal 1648 al 1669, poi insegnò astronomia all’Università di Bologna. Una volta emigrato in Francia nel 1671, fu naturalizzato francese nel 1673 e divenne padre e nonno di due astronomi.
Giovan Battista Guglielmini
Per restare in questo ambito, Giovan Battista Guglielmini (1760 –1817) fu il primo ad affermare la veridicità delle ipotesi di Newton e Galilei secondo cui, a causa della rotazione terrestre, la posizione di un corpo in caduta libera risulterebbe spostata a Est rispetto alla verticale al suolo. Si recò prima presso la Specola di Bologna, lanciando un grave da 29 metri di altezza, poi riprovò dalla Torre degli Asinelli a quasi 100 metri dal suolo, provando che i gravi lanciati dall’alto venivano ripetutamente deviati verso Est di circa 16 mm.
Guglielmo Marconi
Parlare di Bologna senza citare Guglielmo Marconi (1874-1937) a cui, tra l’altro, è dedicato l’aeroporto internazionale locale, sembra un’eresia. A lui si deve lo sviluppo e la commercializzazione di un efficace e pratico sistema di comunicazione con telegrafia senza fili e l’invenzione della radio. Le sue dimostrazioni sull’uso della radio per comunicazioni wireless, dotando navi di comunicazioni senza fili salva-vita e stabilendo il primo servizio radio transatlantico mediante l’installazione di stazioni per il servizio ad onde corte britannico, hanno segnato il suo posto di fisico, inventore e non da ultimo imprenditore nella storia.
Alfieri Maserati
La genialità e l’imprenditorialità degli emiliani è arrivata fino ai giorni nostri e, restando in ambito strettamente bolognese, non si può trascurare Alfieri Maserati (1887-1932) pilota automobilistico e imprenditore italiano, fondatore della casa automobilistica Maserati che si fregia, nell’emblema universalmente noto, di uno dei simboli indiscussi del capoluogo felsineo: il tridente del Nettuno. La celebre fontana del Nettuno fu progettata dall’architetto e pittore palermitano Tommaso Laureti nel 1563 e venne sormontata due anni dopo dall’imponente statua in bronzo del dio Nettuno dello scultore fiammingo manierista Jean de Boulogne di Douai, detto il Giambologna. Desideroso di rifarsi dopo la sconfitta al concorso per la fontana del Nettuno di piazza della Signoria a Firenze, si recò a Bologna, promosso dal cardinale legato di Bologna Carlo Borromeo, il quale volle risistemare l’area di Piazza Maggiore col supporto del vescovo Pier Donato Cesi. A questa statua, detta anche il Gigante, è legata una buffa storiella che riguarda il pollice della sua mano sinistra il quale, visto da una particolare angolazione dal retro della fontana, origina una particolare illusione ottica: a voi scoprire quale!
