Procida: l’isola dei verdi vulcani

Come promesso, eccoci qua. Vi presento, con questa vecchia carta, Procida così come è vista da Monte di Procida e da Capo Miseno, cioè dalla “terra ferma”, come dicono gli isolani. In particolare, Capo Miseno è uno dei tanti promontori dei Campi Flegrei, dista pochi km da Pozzuoli o meglio dalla Baia di Pozzuoli.
Per molti studiosi è difficile individuare l’estensione dei Campi Flegrei e delle Isole Flegree, poiché una gran parte è nascosta dal mare. Si, avete capito bene, il mare davanti a Procida, Ischia, Pozzuoli….copre isole, promontori, civiltà….pensate solo a cosa è ancora sepolto in quest’area.
Scipione Breislak, a dispetto del nome  un geologo e naturalista italiano, scriveva a cavallo del 1800 più o meno queste parole: i Campi Flegrei occupano lo spazio tra la riva del mare che si distende da Gaeta a Napoli e l’arco quasi  circolare di più monti e colli, il quale si distacca dal promontorio di Gaeta e si dilunga sino alla Punta Campanella (Costiera Sorrentina).
I Greci che popolarono le coste campane chiamarono questa zona Campi Flegrei sia per motivi nostalgici (Flegrea era il nome della Penisola Calcidica di Cassandra e Pallene sul Mar Egeo e dalla quale provenivano) sia per la notevole ed intensa attività vulcanica e per i fenomeni bradisismici. Campi Flegrei significa, infatti, campi ardenti.
Perbacco, come dice chi parla bene, ho trovato uno slogan per Procida: 

Procida: l’isola dei verdi vulcani

Sì, è vero, non è l’unica isola del golfo di Napoli ad avere questa caratteristica. L’Isola d’Ischia e l’isolotto di Vivara, collegato a Procida da un ponte – comunque sempre Procida è – sono anche esse verdi e di origine vulcanica. Ma ho avuto sempre l’impressione che molti non considerassero Procida come un’isola vulcanica, forse perché si eleva sul livello del mare di appena 90 metri con la Collina di Terra Murata.
Ora vi lascio, inizio a sentire odore di zolfo. No, non preoccupatevi, e perché dovreste, non mi trovo all’inferno, sono a Pozzuoli e sento i fumi della Solfatara. Ma questa è un’altra storia.  Vi aspetto al prossimo appuntamento. 
di Paolo Matrisciano
#AppuntamentoconProcida