GO-ON-ITALY è un portale di incoming dedicato all’Italia. Pensato per chi alla vacanza richiede originalità e charme e per chi ama un turismo esperienziale che coniughi arte, cultura, natura e tradizioni enogastronomiche, GO-ON-ITAY collabora con numerose agenzie di viaggio della penisola specializzate in proposte local che valorizzano la singola regione e le sue eccellenze.
Di recente sono state ampliate le proposte relative a Veneto, Sicilia e Liguria tenendo conto delle posizioni e dei suggerimenti di CNA Turismo e Commercio per la diffusione del turismo esperienziale e per valorizzare le micro realtà territoriali.
Grazie alla collaborazione con le
più importanti associazioni di camperisti e con adv specializzate sul tema, a
breve il portale aprirà anche una sezione
destinata alla vacanza in camper e, di conseguenza, ad un’Italia inedita.
Il nostro paese, infatti, si presta perfettamente al turismo en plein air che
sempre di più piace ad un target trasversale composto da giovani, famiglie e
quanti vogliono vivere a diretto contatto con la natura.
GO-ON-ITALY è il motore di ricerca capace di rispondere alle
esigenze dei tour operator italiani che propongono pacchetti e servizi turistici
tematici e innovativi dedicati al territorio nazionale. Il cliente può
scegliere la sua meta ideale direttamente sul sito e recarsi in agenzia di
viaggio. Per ogni zona geografica sono
stati studiati pacchetti tailor made dedicati all’enogastronomia, alla cultura,
all’arte, all’ambiente, allo sport, alle famiglie con bambini, agli anziani, al
turismo religioso ed esperienziale, etc.
Realizzato in 8 lingue e dotato di una ricca gallery fotografica, il sito www.goonitaly.com non riguarda solo la vendita dei pacchetti e dei servizi turistici, ma include anche un’ampia parte informativa che lo rende il principale motore di ricerca dedicato all’Italia. La sezione WIKI, infatti, fornisce tutte le informazioni utili sulle diverse aree geografiche del Paese, incluse quelle meno note. Ogni tour operator può implementare il portale inserendo notizie, curiosità e dettagli, anche poco conosciuti ma di grande interesse turistico, sulla regione di appartenenza (borghi, comuni, artigianato locale, imprese di eccellenza, cosa fare e vedere, dove mangiare e bere, etc) per creare un quadro dell’Italia completo e originale e fornire un servizio in più alla clientela.
Non solo: nei prossimi mesi
GO-ON-ITALY creerà la sezione Selection dove saranno inclusi i migliori ristoranti,
alberghi, agriturismi, autonoleggi, etc. e la selezione verrà fatta dagli
stessi agenti di viaggio che segnaleranno le eccellenze del territorio e quanti
risponderanno a determinati parametri, non forzatamente legati ad una fascia di
costo top di gamma.
GO-ON-ITALY
è il portale per gli agenti di viaggio che può essere consultato anche dalla
clientela che vuole scoprire un’Italia unconventional e da amare.
L’edizione 2019 di Parchi da Amare, il salone del turismo attivo e
sostenibile nelle aree protette italiane si sposta a Montesilvano (PE) dal 15
al 17 novembre. Dopo l’esordio a Torino, il
salone – come era stato stabilito dagli organizzatori- diventa itinerante. La
scelta dell’Abruzzo
per l’edizione del 2019 è dovuta innanzitutto per la sua forte connotazione
verde. Forse, pochi sanno che è la regione più verde d’Europa, con oltre un terzo della sua
superficie coperta da Parchi e Riserve. E poi, accanto alla cornice naturale, vi
sono altri fattori d’attrattivo, non meno importanti, quali le sue
tradizioni, la sua cucina, il suo artigianato.
“È un grande interesse quello
che stiamo registrando da parte di istituzioni pubbliche e private verso Parchi da Amare“, dice il
presidente dell’Associazione Italiana Agenti di Viaggio AIAV Fulvio Avataneo,
per il secondo anno partner del salone
del turismo attivo e sostenibile nelle aree protette. “In particolare voglio ringraziare la Regione Abruzzo, prosegue
Avataneo, che ci ha accolto con disponibilità ed entusiasmo proponendosi di
ospitare l’evento anche per i prossimi due anni. Per chi come noi si occupa di
turismo e vede in quello ambientale uno degli snodi per il futuro del comparto,
la collaborazione diretta della regione più verde d’Europa è il segnale che
stiamo andando nella giusta direzione e che solo facendo rete, anche grazie ad
esperienze come Parchi da Amare, si potranno ottenere risultati apprezzabili in
termini di valorizzazione dei territori passando attraverso un corretto approccio
turistico all’ambiente”.
Tra i partner dell’iniziativa, anche Legambiente, Aigae e Rete WEEC, realtà ambientaliste e turistiche che non necessitano di presentazioni. Il salone è dedicato agli Enti Parco, alle Regioni, ai Gal, ai Comuni, alle associazioni ambientaliste e non, ma anche a tutti quei produttori, operatori turistici, commerciali, artigianali, imprenditoriali che, attraverso strutture di accoglienza, sportive nei parchi o nelle zone ad essi limitrofe, vivono e lavorano, offrendo al turista accoglienza, ospitalità, svago e i prodotti del territorio.
Caratteristica di Parchi da Amare è la presenza di operatori turistici italiani e
stranieri che si dimostrano fortemente interessati al B2B per sviluppare
maggiormente le tematiche del turismo
attivo, green e wellness, capace di intercettare segmenti nuovi e fasce di
età under 45. Il salone è quindi l’occasione per creare sinergie e pacchetti
direttamente con gli enti parco, le imprese e le Regioni presenti. Un’inedita,
ma vincente collaborazione tra il settore del turismo e quello della tutela e
valorizzazione dei territori.
Dopo la Slovenia, protagonista dello scorso anno, probabile ospite straniero di questa edizione è il Qatar con le sue numerose aree protette.All’esterno dello spazio fiere saranno allestitezone dedicate alla mobilità sostenibile, palestre di roccia, percorsi per mountain bikee un’area di degustazionedove troveranno spazio i migliori prodotti vitivinicoli ed agroalimentari. L’evento ospiterà infine una serie di convegni tematici sull’ambiente, attività per le famiglie, proiezioni cinematografiche a tema oltre ad un
contest fotografico
che avrà per tema la natura italiana rappresentata dalle aree protette e molti
altri appuntamenti che sono in fase di definizione.
Parchi da Amare ha
come mission la condivisione e la diffusione dei valori ambientali, la
promozione di un turismo consapevole, il rispetto per la natura nelle sue
diverse forme e la valorizzazione di quanto ad essa collegato. La fiera vuole
promuovere e far conoscere al pubblico
sia la natura – rappresentata dai Parchi Nazionali, Regionali e dalle aree
protetta – sia il turismo green, sempre
più scelto in Italia e all’estero.
Uno
dei mari più belli della nostra Penisola, una striscia d’azzurro tra il Golfo diSalerno e il Golfo di
Policastro. È la costa del Cilento
che da Punta Licosa a Marina di Castellabate, passando per Acciaroli e Pioppi, arriva a Capo
Palinuro.
In
quest’angolo di Campania, dopo le
vestigia di Paestum, antica città
della Magna Grecia, e prima del mitico Capo Palinuro, dal nome dell’audace
nocchiero di Enea verso la costa latina, sopravvive un Paradiso di mare e di terra, incastonato tra baie sabbiose e superbe
falesie, disegnate dal Mar Tirreno e
dal vento che qui ha creato alcuni tra i più disastrosi naufragi
dell’antichità.
Qui
nel giro di un centinaio di chilometri si passa da coinvolgenti località
mondane alla quiete irreale delle cale più nascoste, e poi, incuneati tra i
declivi collinari del magnifico Monte
Stella, tanti piccoli borghi, ancora autentici, che parlano al visitatore
di storie antiche, miti e leggende.
E a proposito di leggende, raccontano i vecchi pescatori che, intorno ai primi Anni Cinquanta, avrebbe soggiornato ad Acciaroli il romanziere americano Ernest Hemingway e che qui avrebbe scritto “Il vecchio e il mare”. Non si sa per quanto tempo si sia fermato ma qualcuno afferma che sia tornato più volte. E sarebbero state le conversazioni quotidiane con un pescatore del posto, “u viecchiu”, ad aver ispirato la figura del vecchio pescatore cubano Santiago. Sarà leggenda, ma che un personaggio così illustre abbia soggiornato ad Acciaroli c’è chi è pronto a giurarlo.
Ma
anche un altro americano importante, il professor Ancel Keys, ha scelto questa terra meravigliosa, in particolare il piccolo
borgo marinaro di Pioppi, per
condurre studi moderni sulla nutrizione. Negli anni ’60 lo studioso volle
fermarsi qui, costruì una casa, prese in cura un orto, una vigna e un uliveto,
sufficienti per le esigenze della famiglia. Fu così che mise a punto quella che
oggi è nota a tutto il mondo come Dieta
Mediterranea, ovvero la propensione verso cibi a base di olio di oliva,
pesce azzurro, ricca di carboidrati, verdure e legumi.
Non
un semplice regime alimentare ma uno stile di vita complessivo, che il
centenario ricercatore ha sperimentato soggiornando per quarant’anni a Pioppi.
E qui, dove risiedono le basi genetiche dello star bene e della lunga vita, si
possono visitare, nel prestigioso Palazzo Vinciprova, l’Ecomuseo della Dieta Mediterranea e il Museo Vivo del mare: un percorso di Piacere, Benessere e Cultura.
Ma torniamo alla Natura di questi luoghi e al Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, istituito nel 1991 e riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco nel 1998. Qui è rappresentato il 30% della biodiversità nazionale, sia dal punto di vista vegetale sia dal punto di vista faunistico. Un mix di natura e cultura, dalla costa tirrenica fino all’Appennino campano-lucano, in provincia di Salerno, che comprende la Certosa di Padula e i siti archeologici di Paestum e Velia.
Un paesaggio vivente in grado di fondere popoli e civiltà, conservando le tracce delle antiche genti mediterranee e della prima colonizzazione greca in Italia.
Questo
è il mare del mito, quello di Ulisse
che fugge dal canto ammaliante delle Sirene: racconta la leggenda, infatti, che
Punta Licosa deve il suo nome alla ninfa Leucosia, che si gettò dalla rupe
della costa per non essere riuscita a sedurre Ulisse e i suoi compagni di
viaggio. Il suo corpo avrebbe così preso le sembianze di uno scoglio – l’isola
di Licosa appunto – staccatosi dalla terraferma 10 mila anni fa e che chiude a
sud il golfo di Salerno.
Se
giri lo sguardo verso la collina ti ritrovi un paesaggio dipinto da macchie di
ginestra, pini d’Aleppo, viti e ulivi secolari. Borghi caratteristici ormai
meta di quel turismo alternativo cosiddetto di “charme”, fatto di percorsi culturali di qualità che si snodano tra
residenze storiche e bellezze paesaggistiche; piccoli gioielli immersi nel
passato. E in qualche museo contadino un antico frantoio del 1500, vecchie
macine permettono di ricercare l’identità perduta, di testimoniare oggetti,
segni e simboli della cultura popolare e della vita dei campi.
Ma sorvoliamo la costa: spiagge, cale e scogliere frastagliate formano scenografie di un paesaggio per molti tratti ancora primordiale. Quasi quasi è il Paradiso. Nelle sue acque Ulisse navigò legato all’albero di maestra, rifuggendo il canto delle Sirene. Da qui passarono Enea e il suo nocchiero Palinuro, che vi morì. Sono ben 13 le località insignite dalla Bandiera Blu, nel 2019, tra le prime in Italia, in questo tratto di azzurro.
Scorgi Agropoli (Akropolis per i Bizantini), la “Porta del Cilento”, alta sul promontorio, a picco sul mare. Qui la leggenda vuole che sia sbarcato San Pietro. Poco più a sud Castellabate (nella foto), antico borgo medievale che ha mantenuto nel tempo fascino e aspetto marinaro; a seguire Pollica, con i suoi incantati paesaggi sul mare. Ad Acciaroli, due torri difensive sorvegliano una soffice spiaggia di sabbia, dove tra luglio e settembre è un tripudio di gigli marini. A Pioppi, il Museo del mare offre la possibilità di una suggestiva visita alle vasche che riproducono l’affascinante vita del mare, dei pesci e delle piante.Marina di Camerota conserva uno dei paesaggi più selvaggi e affascinanti: un azzurro d’altri tempi, con spiagge affiancate da torri saracene e grotte, molte delle quali raggiungibili solo via mare: Punta degli Infreschi, incastonata tra le rocce, custodisce un’insenatura che è un vero e proprio gioiello.
E si arriva a Palinuro, dove dirupi rocciosi si susseguono l’uno dopo l’altro, con scorci di rara e selvaggia suggestione. Una bellezza maestosa a tratti conturbante, quel promontorio. Pittoresche casette, in stile mediterraneo, poi vecchi ruderi, quindi il Capo (nella foto). Alto un centinaio di metri sul mare, con tante punte, sul quale volteggiano festosi uccelli marini, battuto dai venti, in inverno, ma che conserva gelosamente la Cala del Buon Dormire, che la fantasia popolare vuole sia stata dimora delle Sirene. Soggiornare a Palinuro equivale non solo a vivere in un paesaggio che la rigogliosa vegetazione fa apparire tropicale, ma anche ritrovare miti antichissimi. Chi era infatti il personaggio Palinuro se non il nocchiero della nave di Enea, naufrago proprio su queste rocce? La leggenda la racconta Virgilio nell’Eneide, ma tutti gli anni viene rievocata ne “la notte del mito”, sul finire di agosto.
Dopo il viaggio nella Natura e nel Mito si finisce nella Storia. A Velia (Elea per i Greci) antica città ellenica fondata nel V secolo a.C., un tempo meta di soggiorno molto cara a Cicerone e Orazio. L’area archeologica degli scavi è un pezzo di Magna Grecia che rivive in mezzo ai ruderi, uno scenario suggestivo che si apre tra le bellezze naturalistiche e paesaggistiche da un lato e un mare da favola, quello di Ascea, dall’altra. La Certosa di Padula? Allora, lasciate questa meraviglia e andate a scoprire il silenzio e la grandiosità di una trascorsa potenza. Uno dei complessi monastici più grandi del mondo, il più imponente d’Italia, forse d’Europa, per ricchezza architettonica e maestosità di spazi (nella foto). Fondata nel 1306, aspetta la vostra visita.
di Andrea Di Bella da “Appunti di viaggio”
I
NOSTRI CONSIGLI PER LA VISITA
Le attrattive storiche, artistiche,
monumentali e paesaggistiche di un luogo necessitano di una narrazione
specifica e professionale. Per conoscere e addentrarsi nella cultura di un
territorio, occorre organizzare percorsi di visita mirati, al fine di
ottimizzare i tempi, scoprire i luoghi nascosti, “entrare” nelle storie segrete
del posto, raccogliere emozioni. I luoghi hanno un senso solo se spiegati da
persone competenti per guidare i turisti. Affidatevi, quindi, a guide
turistiche professioniste locali per godere appieno del vostro tempo.
Per le vostre visite scegliete la Guida Turistica che fa per voi, nella nostra sezione CTGuide.
Un tempo terra di
paludi e desolate solitudini, oggi campi di grano, colline di ulivi, cipressi
allineati, profumo di pinete e filari pregiati di vigneti, ma anche fiumi,
lagune, uccelli migratori e cavalli in libertà, gli ultimi butteri,
instancabili “marcano…”. Colline punteggiate da torri e da castelli, borghi
antichi e suggestivi, spiagge deserte e silenziose, ruvide alture sorvegliano i
piaceri della buona tavola. Un lungo e forzato isolamento, fino alle bonifiche
dei Lorena, attesta l’integrità della natura maremmana.
Lo sguardo del
visitatore osserva un territorio equilibrato e armonioso, in cui la natura e l’opera
dell’uomo convivono in perfetta simbiosi. Passato e presente, ambiente e
cultura si fondono, qui, creando un’atmosfera di luci, di colori e di paesaggio
davvero singolari. Qui l’uomo non ha tentato di sovvertire l’ordine trovato, ma
vi si è adeguato e lo ha utilizzato a proprio vantaggio.
La prima volta che mi apparve Pitigliano dietro quella curva, il cuore cominciò a battere di più,
non mi rendevo conto se stessi osservando un paesaggio reale o sognato chissà
quando, una gioia improvvisa, inaspettata e infinita, che, però, mi dava
serenità e speranza: “esiste ancora la
bellezza, non è andata distrutta, e ti viene restituita se la vai a cercare,
comunque”.
E in Maremma la
bellezza esiste e ti appartiene. Quelle case dello stesso colore della roccia,
addossate quasi per caso le une alle altre, affacciate sul ciglio del tufo
diventano scenografia di grande effetto, soprattutto se illuminate dal
tramonto. In quel tufo gli Etruschi hanno scavato le loro necropoli, le tombe a
colombaio e le vie cave. Qui dal Medioevo all’età barocca sono stati costruiti
paesi per sfuggire alle incursioni dei pirati. A Pitigliano, in un paesaggio
solitario di macchie e di vigneti, bisogna addentrarsi negli ambienti
sotterranei del vecchio quartiere ebraico, per cogliere lo spirito del luogo
abitato da tempo immemorabile.
Non lasciate lo splendido borgo medievale senza aver fatto visita al grandioso Palazzo-Fortezza dei Conti Orsini da cui si dominano le imponenti arcate Medicee dell’Acquedotto. E alla base dei grandi archi si può percorrere la Via dei Lavatoi da cui si domina un paesaggio mozzafiato. Si risale dalla Porta di Sovana, una delle più antiche entrate al borgo.
A qualche chilometro da
qui, dall’alto di un’altra rupe di tufo, dominano le mura di Sorano, l’ennesimo franoso presepe
toscano dove l’orologio pare essersi fermato. Un dedalo di vicoli, cortili,
scalinate, logge e cantine scavate nel tufo, portali bugnati e… silenzio. Arrampicatevi
fino al Masso Leopoldino, la primitiva fortificazione del borgo, e sostate
sotto la Torre dell’Orologio: davanti a voi va in scena lo spettacolo
meraviglioso della Natura.
Un altro sito di grande rilevanza archeologica, storica, naturalistica è Sovana. Isolata su un rilievo selvaggio, il piccolo borgo mantiene una regalità austera. Qui è difficile dire se siano i ricordi etruschi o quelli medievali a prevalere. Se la presenza etrusca è testimoniata principalmente dalla necropoli, il fascino del centro storico è, invece, tutto medievale. Non fatevi rapire dalla suggestione del luogo, andate a visitare il Palazzo dell’Archivio del ‘200, con campanile a vela e Torre dell’Orologio; il Palazzo Pretorio ; accanto ecco la Loggia del Capitano, una profonda arcata decorata da uno scudo marmoreo con l’emblema dei Medici. Palazzo Bourbon del Monte, del ‘500, con la facciata rustica impreziosita dalle raffinate modanature del portico e dalle lineari finestre rinascimentali. E, infine, il monumento più prezioso, la Cattedrale di San Pietro, del IX secolo, isolata sulla rupe a guardare il passato, la necropoli etrusca. Se si lasciano le solitarie meraviglie architettoniche della terra del tufo e si scende verso la costa, il paesaggio alterna vigne a uliveti, che guardano piccoli borghi fortificati sulla sommità dei poggi e castelli.
Ecco Magliano, cinto da possenti mura che
guardano il mare, Scansano,
medievale, patria del Morellino, Capalbio,
una manciata di case in pietra avvolta da mura e guardata a vista da una torre
millenaria, appoggiata su un cocuzzolo e sospesa su lontane spiagge, lunghe
deserte e selvagge. Oltrepassi Porta Senese e ti ritrovi tra vicoli tortuosi,
piazzette bordate di fiori. La Torre aldobrandesca è lì a due passi per
assicura un panorama grandioso sulla costa e l’entroterra.
Se decidi di assaporare
la salsedine di questo Paradiso, prosegui
verso il mare, tra immense distese di verde, di pascoli solitari, e qua e là
qualche fattoria. È un paesaggio seducente che ti avvolge, ti coccola, ti
accarezza, una delle coste più affascinanti del Mediterraneo. E vai a scoprire
il Parco Naturale della Maremma, o Parco dell’Uccellina, un rincorrersi di
zone umide, fasce costiere, dune, pinete, monti ricoperti dagli odori della
macchia mediterranea. Un mosaico di natura quasi surreale: qui coesistono la
foce dell’Ombrone e la Palude della Trappola, salmastra e bonificata, regno
delle mucche maremmane, dei cavalli e dei butteri. Qui si alternano lunghe
spiagge intercalate da ripide falesie.
Poco più a sud la
sagoma dell’Argentario che, con le
sue alture boscose, cale, approdi e borghi vivaci come Porto Ercole e Porto Santo
Stefano, sorveglia la Laguna di
Orbetello, pittoresca e colorata; un susseguirsi di case basse protette dai
due meravigliosi Tomboli sabbiosi della Feniglia e di Gianella. Un incanto che
se alzi lo sguardo ti porta al Giglio,
una delle sette perle dell’Arcipelago Toscano… per continuare il viaggio in
Paradiso.
In questo Paradiso,
infatti, le Guide accompagnano i
visitatori in un viaggio che non è solo esteriore ma anche interiore:
riscoprire profumi, sapori, suoni, che si credevano perduti, è un’esperienza
impagabile.
di Andrea Di Bella da “Appunti di viaggio”
Per le vostre visite scegliete la Guida Turistica che fa per voi, nella nostra sezione CTGuide – Regione Toscana.
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